PIANCAVALLO

In comune di Aviano, Piancavallo è una bella stazione turistica posta a 1280 m di quota e collegata alla pianura da una comoda strada di 14 km. E’ sorta appena alla fine degli anni Sessanta del Novecento nella conca est del monte Cavallo, a breve dalla foresta del Cansiglio.

 

Nonostante la giovane età della località, l’ampio altipiano del Piancavallo è stato frequentato sin dai tempi antichi. Da questa zona, inoltre, proviene testimonianza di una delle prime ascensione alpinistiche documentate su territorio italiano: due botanici sulla più alta vetta del Gruppo del Cavallo nel lontano 1726. Gli alpinisti ‘veri’ sarebbero arrivati quasi 150 anni dopo con gli inglesi Tuckett e Whitwell, accompagnati da guide. Alla fine dell’Ottocento saranno gli studiosi  friulani Giovanni Marinelli e Arturo Ferrucci, a compiere un’esplorazione sistematica dell’area con criteri scientifici, rilevando nomi, quote, sentieri e tempi di percorrenza. Da allora ci fu una sostanziale opera di recupero di casere e ricoveri per il supporto della crescente attività alpinistica e turistica, con la creazione dei primi Hotel a Piancavallo.  

 

Le ricchezze del Piancavallo dunque, sono natura e sport.  Diverse le escursioni alpinistiche nei dintorni, con vari gradi di difficoltà per ogni meta: Pala Fontana, Cimon dei Furlani, Cima Manera, Colombera per fare alcuni nomi. Tante le opportunità anche con la mountain bike grazie a percorsi adatti di volta in volta agli esperti o a chi cerca solo relax pedalando. C’è grande spazio anche per il parapendio e il deltaplano e altre pratiche come dog trekking, trekking a cavallo, tiro con l’arco e nordic walking. Da segnalare pure un divertentissimo bob su rotaia, l’Alpine Coaster.  Il vicino Bosco del Consiglio inoltre,  è un fantastico mondo ricco di vegetazione e fauna, a cavallo tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone. Vi si arriva dai passi Campon 1050 m e Croseretta a 1118 m.  

 

Non solo estate, però: Piancavallo è allo stesso tempo un apprezzato polo sciistico (con un Palaghiaccio a disposizione) durante la stagione invernale, sede di numerose competizioni sportive. Da qui si scia con lo sguardo che raggiunge il mare Adriatico e Venezia.

Tanto sport e relax immersi nella natura tra le montagne e le valli pordenonesi del Cellina Livenza e di Piancavallo. Il comprensorio di quest’ultimo, le cui vette circostanti - dominanti tutta la pedemontana - si ergono a incorniciare una conca a oltre 1200 metri di altezza ha un forte slancio verso le pratiche sportive: dall’uso del cavallo per andare alla scoperta del territorio all’escursionismo alpinistico, dal deltaplano (soprattutto dal sito della Castaldia) al contatto con l’acqua grazie a canoa e kayak. Una serie di attrezzature consente anche di praticare il calcio, il tennis, il minigolf.

 

Emozionanti poi, sempre sul Piancavallo, i numerosi percorsi di diversa difficoltà tecnica dedicati alla mountain bike che si inoltrano verso le boscose vallate del Cansiglio o della Valcellina. Lo sport, l’attività dinamica e il desiderio di tranquillità trovano sul vasto pianoro malghivo del Piancavallo, la stessa ragion d’essere e il medesimo ambiente: valli e colli dolcemente inclinati, un paesaggio a tratti solitario e ricco di fascino con continui richiami carsici, avvolti dal silenzio rotto solo dal vento o dal canto degli uccelli. Oltre al Piancavallo, la montagna pordenonense regala altro. A partire dalla solitaria Valcellina che, circondata da vette dolomitiche tra cui il celebre Campanile di Val Montanaia e con i piccoli paesi di Claut, Cimolais, Barcis, Andreis, Erto e Casso (cui si aggiunge anche il centro principale di Monterale Valcellina, situato però già in pianura allo sbocco della valle), offre un’atmosfera particolare punteggiata da un’architettura caratteristica con le case fornite di ballatoi in legno e scale esterne.

In tutte queste zone è anche presente la diffusa offerta di Bed and Breakfast di Piancavallo.

 

Un territorio rustico e selvaggio che fra mille suggestioni riconcilia con se stessi. A partire dai boschi di Frisanco e Poffrabro, in Val Colvera, tra i quali si trovano le tipiche costruzioni dai ballatoi a graticcio affacciate sulle stradine lastricate. Da non perdere anche l’architettura spontanea delle alte e slanciate case in pietra e sasso di Erto e Casso e il contesto ambientale dei dintorni di grande selvatichezza. Ci sono poi la Val Tramontina con i suoi tre specchi d’acqua (Tramonti o Redona, Ca’ Selva e Ca’ Zul), la Val d’Arzino e il paese di Barcis, con il lago artificiale sulle cui acque si può andare a vela o con il windsurf.

 

Di notevole pregio naturalistico la foresta del Prescudin. E’ un territorio, quello montano pordenonese, in cui l’acqua gioca un ruolo molto importante. Grotte, anfratti e gole calcaree formate dalla lenta e costante erosione dei torrenti caratterizzano tanti angoli, come le Grotte verdi di Pradis (Clauzetto), in val Cosa o l’incredibile Forra del Cellina, altra spettacolare opera dell’erosione, uno fra i paesaggi più suggestivi dell’arco alpino. 


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione